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In Michele Reginaldi la pratica del disegno non è una forma autonoma di arte visiva distinta dall’arte della progettazione architettonica vera e propria. Vi è piuttosto una circolarità tra il disegno astratto della ricerca morfologica dei quaderni bianchi, il disegno di riflessione progettuale dei quaderni blu, il disegno collegato alle architetture reali dei fogli sparsi e le costruzioni in ottone.
Le due serie dei quaderni bianchi e dei quaderni blu sono iniziate, come le costruzioni, verso la fine degli Ottanta. Oggi, i quaderni bianchi sono oltre 75 e i quaderni blu circa 40, mentre i disegni su fogli e supporti vari assommano a molte centinaia.
I quaderni bianchi, così denominati per la copertina color panna e le pagine bianche non segnate, hanno una base di circa 10 cm per un’altezza di 15 cm e contengono ciascuno 16 fogli per un totale di 32 pagine.
I quaderni blu, così denominati per il colore della copertina, sono quadrettati, hanno una base di 17.5 cm per un’altezza di 21.5 cm e contengono ciascuno 32 fogli per un totale di 64 pagine.
A differenza che nelle serie dei quaderni, dove unica tecnica è quella della penna a punta fine, nei disegni su fogli e supporti sparsi sono talvolta usate tecniche miste, con l’uso in particolare di matite e pennarelli colorati.

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